29 ott 2009
Meredith Kercher – Difesa sostiene contaminazione del DNA raccolto
La difesa, che compare nel giudizio di Raffaele Sollecito e Amanda Knox nel caso dell’omicidio di Meredith Kercher, ha criticato il modo in cui è stato raccolto il DNA dagli esperti delle forensi, sostenendo che c’era stata contaminazione del DNA dagli esperti stessi.
Nel 2007, la studentessa inglese, Meredith Kercher, è assassinata nella città di Perugia, dove si trovava su un programma Erasmus. Dopo soltanto due mesi di soggiorno nella città, il corpo senza vita di Kercher viene trovato con la gola tagliata; un taglio che causa l’emorragia e la morte di Kercher. In oltre, si pensa che Kercher è stata sottoposta a prolungate violenze sessuali prima di essere uccisa.
Rudy Hermann Guede, di origine africana, è stato il primo dei sospetti ad essere condannato a trent’anni di carcere. Le indagini hanno rilevato le sue impronta digitali sul corpo di Kercher e test forensi del DNA hanno trovato il suo DNA dentro la vittima, indicando che I due hanno avuto un rapporto sessuale prima della morte della ragazza; pero e difficile dire se e stato un rapporto accondiscendente o no. Dopo l’omicidio, Guede è scappato in Germania ma veni fermato dalle autorità tedesche ed estradato in Italia.
Sul coltello trovato dalle indagini, tracce di DNA di Knox sono state rilevate sul manico del coltello, e sulla lama del sangue col DNA di Kercher. Benché rilevate queste tracce di DNA sul coltello, gli esperti incaricati non hanno stabilito con certezza se questo coltello era l’arma del delitto.
Nell’appartamento di Sollecito, il fidanzato di Amanda Knox, sono stati trovati dei fumetti giapponesi Manga. Le storie raccontate in questi fumetti sono di delitti e violenze sessuali, storie che la difesa dice hanno similarità col delitto di Kercher. L’accusa ha respinto queste affermazioni riferendo a essi come ridicole e non basate su prove concrete.
La difesa ha criticato il modo in cui la squadra degli esperti di forense ha raccolto il DNA, dicendo che la squadra incaricata non ha seguito le regolari procedure. La difesa, sperando di essere concessi dei nuovi accertamenti, ha fatto notare alla corte come I guanti usati in tal caso dalle squadre forensi, sono stati usati più di una volta quando, in effetti, si dovrebbero usare soltanto una volta. Inoltre, basandosi sui filmati presi durante le indagini, hanno fatto notare come un fermaglio di un reggiseno ricoperto di sangue e stato rilevato soltanto nella seconda investigazione. Bisognerebbe aggiungere che le prime quarantotto ore d’indagini sono fondamentali nel raccogliere le prime tracce di DNA trovato nel materiale biologico su qualunque scena di un crimine. La difesa ha dato ad intendere che il modo in cui si sono svolte le indagini non sono state scrupolose.
Non ostante tutti gli argomenti procurati della difesa, Il giudice, Carlo Massei, trova l’evidenza raccolta incontrovertibile e ha fatto chiaro che non ci saranno nuove perizie. Knox, che durante il processo, rideva con le guardie giurate, si a girate per rivolgersi al giudice ed ha immediatamente capito che lei e il suo fidanzato,Raffaele Sollecito, sarebbero condannati. La sentenza finale non sarà data prima dell’inizio dell’anno 2010. Fino a quel tempo, Sollecito e Knox rimarranno chiusi nel carcere di Perugia. I due negano di aver’ a che fare col delitto e Knox afferma di essere stata un’amica di Knox e perciò, di non aver’ mai potuto farle del male.
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